“A livella” Riflessioni di un infermiere sulla finitezza della vita

Autore tesi: 
Maria Gurioli
Anno accademico: 
2008/2009

Pubblichiamo di seguito l'abstract della tesi del Master Universitario di 1° livello in Infermieristica in Oncologia della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università degli Studi di Bologna di Maria Gurioli con relatore il prof. Gianluca Favero.

Scopo di questo mia Tesi è stato quello di indagare il rapporto che il “mondo della Salute” ha nei confronti della Morte. Per meglio comprendere e descrivere le tematiche trattate ho unito le Scienze Infermieristiche all’Antropologia convinta che,insieme, possano considerarsi un efficace metodo di osservazione delle dinamiche che si instaurano tra il Personale Sanitario e la Persona nella relazione di cura.
La salute e la malattia, da sempre, rappresentano un aspetto importante della vita dell’Uomo.
Variando i modelli di percezione e concezione dello stato di salute, di malattia fino a giungere alla morte da parte di Persone appartenenti ad altre culture e ad altre società, si evidenzia l’importanza di quanto sia fondamentale un approccio alla “fragilità” che deve necessariamente essere olistico; dove il prendersi cura si fonde con la consapevolezza dell’importanza di considerare la Persona immersa nel proprio contesto ambientale, sociale e culturale.
Per tale motivo ho ritenuto che occuparmi della finitezza della vita e della Morte potesse rappresentare un momento di riflessione significativo alla fine del mio percorso di studi compiuto frequentando il Master in Infermieristica Oncologica.
Ho iniziato, quindi, con un excursus storico sulle modalità con cui l’Uomo, nel corso dei secoli, ha cercato di “risolvere” il problema della morte per arrivare a un’attualità che tende a rimuovere la morte considerandola sempre di più come un “fenomeno tecnico” da “risolvere in atti procedurali”, insomma, un evento cui la realtà ospedaliera, così come la modernità, tende a rimuovere.

Curare, prendersi cura di una Persona alla fine della propria vita è un compito che presenta notevoli difficoltà che noi Infermieri siamo tenuti a svolgere. Unire la competenza tecnica alla comprensione, curare la Persona prima di curare il sintomo, accompagnare il malato fino alla fine, nel rispetto della sua dignità personale, fanno in modo che questi individui si sentano accolti “fino alla fine e, anche, dopo”.
Nel corso della trattazione ho voluto, inoltre, analizzare quanto il personale infermieristico sia preparato ad offrire una assistenza competente alle Persone immigrate che si rivolgono ai servizi sanitari.
Con l’aiuto della Direzione Sanitaria dell’Azienda presso cui presto servizio ho esaminato il fenomeno analizzando i dati relativi agli accessi in ospedale di ponendo attenzione sia al tasso di mortalità sia alle cause di morte confrontando il tutto con quelli riguardanti gli italiani.
Ai fini della completezza di questa mia Tesi ho voluto approfondire il vissuto degli Operatori delle Camere Mortuarie che ho intervistato previa acquisizione del consenso informato e del benestare del responsabile dell’Ufficio Personale.
Lo scopo è stato quello di comprendere meglio un “vissuto” a molti sconosciuto e, da buona parte del “mondo della salute”, addirittura “evitato”.
Da questi incontri è emerso una consapevolezza profonda del ruolo che rivestono ricca di riflessioni su quanto il loro operato sia importante e non allienato dalla routine quotidiana: un “saper fare” e un “saper essere” che, con “gesti di cura” ricchi di amore, attenzione e rispetto, cercano di restituire quella Dignità andata perduta a causa della malattia.

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