A 10 anni dalla Carta di Pontignano: la Leniterapia a confronto di nuovi bisogni

Nel mese di settembre, precisamente il 20 e il 21 settembre, si è tenuto il Seminario sull’Etica delle Cure di Fine Vita, presso il Convento dell’ Incontro a Villamagna - Bagno a Ripoli (Fi). A seguito di tale esperienza vogliamo pubblicare una riflessione personale del prof. Andrea Lopes Pegna, che da anni si occupa di queste tematiche.

Non sono stato presente solo al primo seminario di Pontignano del 2002; ad ogni nuova edizione fino a quella di questo settembre di questo anno ho invece partecipato attivamente e ho potuto così progressivamente arricchire non solo le mie conoscenze ma soprattutto la mia sensibilità sui temi di bioetica che sono stati discussi nei vari appuntamenti, potendo poi riportare e cercare di attuare i risultati delle discussioni e quanto elaborato nei documenti finali nella mia quotidiana attività professionale. Questo grazie soprattutto al particolare impianto dei seminari, organizzati come sempre in modo perfetto da Mariella che quest’anno è stata affiancata da Donatella. Dopo la prima riunione plenaria i partecipanti al seminario si sono infatti separati in gruppi di lavoro per poi riportare alla discussione di tutti, nuovamente in riunione plenaria, gli elaborati sui temi da loro affrontati. I temi di discussione di quest’anno sono stati: 1) il passaggio dalle cure attive alle cure palliative per le malattie non oncologiche, 2) la comunicazione con il malato e la famiglia per favorire l'autodeterminazione e la pianificazione anticipata delle cure e 3) la morte degli anziani nelle RSA: la consulenza per garantire l’appropriatezza delle cure di fine vita. Come al solito la discussione si è svolta in un ambiente favorevole alla riflessione e al confronto col pensiero degli altri. Nelle edizioni precedenti la sede degli incontri è stata la Certosa di Pontignano che si trova vicino a Siena, mentre quest’anno il seminario si è svolto al Convento dell’Incontro, tesoro di pace, nascosto nei pressi di Bagno a Ripoli alle porte di Firenze. A differenza delle edizioni precedenti i gruppi di lavoro hanno però avuto modo di potere discutere gli argomenti loro assegnati con maggior tempo a disposizione: il pomeriggio del venerdì e la mattina del sabato. Questo ha consentito di avere avuto la notte di venerdì a disposizione per continuare a riflettere, riportando poi nella discussione del mattino successivo alcune delle idee che, almeno per quanto mi riguarda, mi vengono solo al mattino presto, a “mente fresca”. Altra caratteristica dei seminari del gruppo di Pontignano è stata anche quella di potersi confrontare con più persone, ognuna apportatrice di esperienze particolari non solo per il loro diverso ruolo professionale ma anche per le diverse età e quindi per le diverse esperienze maturate; così in ogni gruppo erano presenti anche giovani appena affacciati nel mondo del lavoro e nelle tematiche di bioetica, ma nello stesso tempo egualmente preziosi nella discussione. Potere conoscere veramente le persone con le quali hai potuto discutere, con i loro problemi e le loro difficoltà nel quotidiano del loro lavoro, forse è stata l’esperienza che ha maggiormente arricchito i partecipanti nei gruppi di lavoro. Per concludere il seminario del gruppo di Pontignano di quest’anno mi ha fatto maggiormente pensare a quello che forse avveniva tanto tempo fa nelle discussioni talmudiche; Paolo De Benedetti in “Introduzione al giudaismo” (Ed. Morcelliana 1999) così scrive a proposito delle discussioni talmudiche: «Il metodo di questo studio è la discussione: i maestri di tutte le generazioni discutono l’uno con l’altro, si oppongono le loro interpretazioni; quando però si raggiunge la maggioranza, o meglio, quando una maggioranza di maestri accetta l’opinione di un maestro, questa opinione non è più del maestro, ma è rivelazione del Monte Sinai, scoperta, venuta alla luce attraverso la discussione. Perciò non c’è mai scandalo se nell’ebraismo si discute: c’è scandalo se non si discute. Anche i discepoli discutono, anche attraverso di loro passa la rivelazione del Sinai.». Esiste differenza tra le discussioni talmudiche e le discussioni di Pontignano? Penso di no!

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