Al limitare della nostra vita non si può piazzare un software

Il neurologo Gian Luigi Gigli sulle pagine de L'Avvenire esprime la sua opinione sul software realizzato da alcuni ricercatori della Pennsylvania per aiutare persone affetti da gravissime patologie respiratorie a compilare il proprio testamento biologico, in quanto questo strumento toglie qualcosa sia al paziente che al medico.

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