Aaltri comuni si avviano verso il testamento biologico e il sottosegretario Rocella non ci sta

Lungo la Penisola molti comuni stanno attivando i registri sul testamento biologico, ma il sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella vede in questi solo una provocazione e nessun fondamento di legge.

Infatti è di questi giorni la notizia che due comuni come Rimini e San Biagio in Cima abbiamo attivato le procedure per l’istituzione dei rispettivi registri.

Il comune di Rimini il 22 gennaio 2010 ha approvato, difatti, in Consiglio comunale, la mozione per la creazione di un registro sulle direttive anticipate presentata da un consigliere del Pd.
L’elezione è stata un po’ movimentata ma la mozione, alla fine, è passata con 19 voti favorevoli.

Il comune sulla costiera romagnola non è però rimasto solo a lungo, in quanto il giorno dopo il comune di San Biagio della Cima comune in provincia di Imperia ha adottato per primo nella sua area il registro sul testamento biologico visto che “l’Ente Comune - come afferma l’Amministrazione – è nella possibilità giuridica ed amministrativa di farsi promotore di atti amministrativi volti ad introdurre il riconoscimento formale del valore etico delle dichiarazioni anticipate di trattamento di carattere sanitario. In questo modo ogni cittadino di San Biagio, a partire dal luglio 2010, potrà depositare in Comune le dichiarazioni anticipate, secondo la carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, la Convenzione sui Diritti Umani e la biomedicina di Oviedo del 1977, ratificata dal Governo italiano ed il codice di Deontologia medica adottato dalla Federazione Nazionale dei Medici chirurghi ed odontoiatri che sanciscono il consenso libero ed informato del paziente all’atto medico come un diritto fondamentale del cittadino."

Alla cerimonia di inizio lavori era presente anche il sen. Ignazio Marino che ha sottoscritto l’atto formale assieme al sindaco di San Biagio, Massimo Salsi e ha affermato: “La mia firma e quella del sindaco hanno un forte valore simbolico e credo che il parlamento non debba continuare ad ignorare la volontà delle persone che in più situazioni, come ad esempio oggi, hanno dimostrato con i fatti di volere una legge che rispetti tutti e che permetta a tutti di poter scegliere quali terapie si ritengono accettabili se un giorno ci si trovasse nella condizione di non poter più esprimere direttamente il proprio consenso informato - ha detto Marino - La maggioranza non può far finta di nulla. La legge approvata dal Senato non è per il testamento biologico, ma contro. Invece di offrirla impone una scelta a tutti i cittadini ovvero l'obbligo dell'idratazione e alimentazione artificiale. In questo modo - chiude il senatore - si priva il cittadino di uno dei diritti fondamentali, la libertà di scelta nelle terapie. Mi auguro che alla Camera si lavori pensando agli interessi delle persone e non a quelli di chi siede in parlamento.

Di parere diverso risulta essere il sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella per cui l’istituzione di registri per il testamento biologico nei Comuni non è “un servizio ai cittadini ma una provocazione politica volta a creare un nuovo caso Englaro.
Mi sembra pretestuoso istituire il registro dei Testamenti biologici in Comune. Le Dichiarazioni anticipate di trattamento (Dat) - afferma Roccella in una nota - sono esclusiva competenza delle leggi nazionali, come quella attualmente in discussione alla Camera, perché è necessario garantire uguali disposizioni e uguali garanzie su tutto il territorio. Si dice che i registri rappresentino un servizio ai cittadini ma il Comune in realtà non garantisce le tre principali caratteristiche delle Dat: consenso informato (quindi relazione medico-paziente), privacy e reperibilità dell’atto 24 ore su 24. I registri quindi non possono garantire ai cittadini una reale libertà di scelta. In sintesi - conclude Roccella - non si tratta di un servizio ai cittadini ma di una provocazione politica volta a creare un nuovo caso Englaro.

A cura della dott.ssa Emilia Uccello

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