Analisi di un infortunio sul lavoro: Tutela formale e sostanziale del Lavoratore

Autore tesi: 
Solimine Domenico
Anno accademico: 
2014/2015

Nelle considerazioni fatte nel rapporto giudiziario esaminato, sono emersi alcuni elementi ulteriori di approfondimento che mettono in risalto ancora di più la discrepanza tra ciò che l’infortunato ha dichiarato e la realtà oggettiva dell’infortunio analizzato.
L’analisi è stata condotta considerando tre aspetti:
• Giuridici;
• Comportamentali;
• Tecnici (fisica della caduta).
Per quanto riguarda l’aspetto giuridico: l’obbligo normativo era formalmente adempiuto, ma nella sostanza mancava del tutto una corrispondenza e conoscenza reale delle procedure per svolgere le lavorazioni in sicurezza. Il problema emerso è quello della effettività della formazione che non può in alcun modo sostituirsi con un mero adempimento burocratizzato che avviene attraverso la consegna di manuali o altri materiali anche se debitamente firmati dai lavoratori. Per quanto riguarda l’aspetto comportamentale: come tutti i sistemi punitivi, anche quello istituito per il controllo dei comportamenti di sicurezza tende a generare comportamenti che evitino i controlli o a porre l’attenzione sugli aspetti formali in grado di evitare la sanzione, assai più che su quelli sostanziali in grado di evitare il danno. Per quanto riguarda l’aspetto tecnico: Si è considerato l’energia complessiva minima per la rottura delle vertebre e dei polsi. Ricavando l’energia minima disponibile alle varie altezze e confrontandola con l’energia minima necessaria per provocare tali rotture. Nell’elaborato di tesi è emerso che tutto il sistema di organizzazione e gestione della sicurezza è venuto meno e si è perso completamente il concetto di tutela del lavoratore sancito nell’articolo 36 della costituzione. A fronte di tutto ciò emerge che va completamente ripensato l’approccio e la mentalità di tutti gli attori della sicurezza (RSPP, RLS ecc) che deve essere incentrata alla risoluzione dei problemi e non soltanto ad adempiere ai dettami giuridici previsti dalla norma. La visione attuale infatti non ha dato la possibilità al concetto attivo di sicurezza di permeare tutto il sistema produttivo. Ma è rimasto solo come una metastasi attaccata all’organo produttivo.

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