Anche Modena dice sì al testamento biologico

Il 9 di marzo il comune di Modena, come hanno fatto altri comuni in precedenza in tutto il paese, ha approvato il registro sul testamento biologico. Nella cittadina emiliana, quindi si potrà decidere in anticipo a quali trattamenti sanitari si vuole essere sottoposti nel caso ci si trovi nella condizione di non intendere e volere.

Sulla base di una delibera popolare il Consiglio comunale ha deciso di istituire un Registro delle dichiarazioni anticipate di volontà sui trattamenti sanitari (Dav).
I residenti nel comune di Modena potranno prossimamente chiedere l’iscrizione al registro ed esprimere le proprie intenzioni sul trattamento di fine vita. “Ogni cittadino – precisa il regolamento – può esprimere la propria volontà di essere o meno sottoposto a trattamenti sanitari in caso di malattia o lesione cerebrale irreversibile o invalidante, o in caso di malattia che costringa a trattamenti permanenti con macchine o sistemi artificiali che impediscano una normale vita di relazione”.

L’iscrizione – ha spiegato il sindaco di Modena Giorgio Pighi – è volontaria, facoltativa e dà la possibilità al cittadino di scegliere liberamente. Mi sembra, in una società plurale, una proposta pienamente legittima”.

Gli interessati potranno poi nominare uno o più fiduciari col compito di controllare, al verificarsi delle condizioni, il rispetto delle volontà espresse. Gli iscritti al registro potranno in ogni momento richiedere la modifica o la revoca delle dichiarazioni rilasciate e ogni due anni riceveranno un’informativa periodica.

Il registro, già sperimentato a Pavullo, piccolo centro del modenese, nasce da una raccolta di firme organizzata dal comitato Articolo 32, un gruppo che ha messo insieme diverse associazioni “impegnate nella tutela della libertà di cura”. I promotori, tra cui spiccano Arci, Cgil, e Federconsumatori, hanno raccolto 640 firme e le hanno consegnate in municipio, come proposta di delibera popolare.

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