La ASL Città di Torino presenta “Ci sono anch’io”, lo Spazio di ascolto psicologico dedicato agli uomini nato dalla consapevolezza che il maltrattamento può essere agito e subito sia dagli uomini sia dalle donne. Questa considerazione non toglie nulla al rispetto e alla gestione dei maltrattamenti nei confronti delle donne ma allarga lo sguardo trasversalmente a fenomeni ed esperienze vissute da quella parte di uomini che per vergogna o senso di sconfitta o per la sensazione di perdita di virilità restano sommersi.
Il dott. Carlo Picco, Direttore Generale della ASL Città di Torino, spiega l’iniziativa: “L’argomento è molto delicato e complesso perché implica la volontà di gettare lo sguardo in quelle zone della vita personale che hanno a che fare con gli affetti più intimi, con tutto ciò che apparentemente ci è familiare, ma non per questo più conosciuto. Implica, per l’uomo, il superamento del retaggio culturale e la comprensione della propria sofferenza emotiva, per permettergli di riconoscersi vittima di maltrattamenti”. “Ci sono anch’io”, quindi, è un’opportunità per gli uomini che subiscono maltrattamenti in tutte le forme, fisica, psicologica ed economica. Un luogo in cui gli uomini, trovano il supporto di personale qualificato multidisciplinare e una via d’uscita. Il Centro ha una funzione anticipatoria rispetto a possibili azioni estreme. La dott.ssa Monica Agnesone, Direttore SC Psicologia Aziendale, precisa che “Ci sono anch’io è uno spazio di ascolto psicologico per uomini che stanno attraversando difficoltà relazionali, familiari o coniugali; è un luogo dove possono parlare ed essere ascoltati. Non rientra tra le prestazioni specialistiche su situazioni specifiche, ma rappresenta un punto di accesso precoce e orientativo all'interno della rete delle cure primarie psicologiche”. La dott.ssa Agnesone riporta il tema nell’ambito del cambiamento in atto nella sanità pubblica, le cui parole chiave sono: prossimità, prevenzione, sanità di iniziativa, equità di accesso, intercettazione precoce. Lo spazio d’ascolto si colloca pienamente dentro questa nuova prospettiva di sanità di iniziativa. Al servizio si accede attraverso una richiesta di ‘ascolto’ alla casella di posta elettronica spazioascolto.uomini@aslcittaditorino.it. Alla quale seguirà un appuntamento in presenza per la valutazione iniziale e l’inizio del ciclo di incontri (anche in modalità telematica). Il primo incontro sarà necessariamente in presenza. La persona potrà anche chiedere il supporto dei servizio sociale. A questo proposito spiega la dott.ssa Silvia Maria Murdocca, Dirigente del Servizio Assistenti Sociali Aziendali, “La violenza domestica può coinvolgere sia le donne sia gli uomini, manifestandosi con
modalità ed esiti differenti, ugualmente laceranti sul piano personale e relazionale. Il nostro intervento punta a costruire relazioni più sane e rispettose e ad accompagnare, quando necessario, le persone in percorsi di riprogettazione esistenziale, proponendo nuove opportunità di autonomia e sostegno. Credo che il fenomeno degli uomini vittime di maltrattamento domestico sia ancora poco visibile e sottostimato, anche per fattori culturali, e che l’approccio integrato e multidisciplinare rappresenti la base per una prevenzione efficace”. Infine il simbolo del progetto, la sedia di Van Gogh, commentata dal Direttore Generale, Carlo Picco. “Il simbolo è stato scelto dal gruppo di lavoro tutto femminile di questa iniziativa; la sedia di Van Gogh rappresenta ciò che può provare un uomo in una situazione di degrado affettivo, quando il senso di impotenza si fa più grande, e l’umiliazione lascia spazio al vuoto e alla solitudine; ma è anche un invito a ‘sedersi’, riflettere con calma e chiedere aiuto. Il fatto che l’abbiano scelto delle donne a mio parere rafforza il significato”.