Genitori pronti ad aiutare i figli a morire per evitargli sofferenze insopportabili

Sulla rivista scientifica Archives of Pediatrics & Adolescent Medicine, nei primi giorni del mese di marzo, è stato pubblicato uno studio, condotto da Veronica Dussel, Steven Joffe, Joanne M. Hilden, Jan Watterson-Schaeffer, Jane C. Weeks e Joanne Wolfe, sul rapporto tra genitori e figli che muoiono per il cancro, Considerations About Hastening Death Among Parents of Children Who Die of Cancer.

I ricercatori del Dana-Faber Cancer Institute di Boston hanno voluto indagare con il loro lavoro le considerazioni che i genitori di bambini morti hanno in merito alle sofferenze e al dolore dei loro figli. In questo loro studio, infatti, hanno dimostrato come un genitore su otto in quella situazione ha seriamente preso in considerazione la possibilità di accelerare il processo di morte per risparmiare al figlio ulteriori sofferenze. In tale occasione hanno intervistato 141 genitori di bambini deceduti per tumore. Il 13% ha detto di aver preso in considerazione di chiedere ai medici di porre fine alle sofferenze dei figli, e il 9% ha fatto la richiesta ai sanitari. Il 4% ha chiesto ai medici di somministrare farmaci per togliere la vita ai figli. Tre coppie di genitori hanno ammesso di aver accelerato la morte dei figli con la somministrazione di morfina.
Secondo l'indagine, le azioni dei genitori sono sempre motivate dalla volontà di eliminare la sofferenza nei figli comunque destinati a morire a breve. Di tutti i genitori intervistati, circa la metà ha detto che avrebbe pensato alla possibilità di aiutare il figlio a morire in caso di dolore incontrollabile.

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A cura della dott.ssa Emilia Uccello

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