Ii Senato ha approvato il disegno di legge sulle cure palliative e la terapia del dolore. Una risposta ai malati (circa 250.000 all'anno) che necessitano di cure palliative. Sparisce il ricettario speciale per i farmaci contro il dolore

Farmaci e umanità, sì alla legge contro il dolore

Tornerà alla Camera ma forte del si bipartisan del Senato. Tempi marcati, ormai, per il disegno di legge sulle cure palliative e la terapia del dolore che è riuscito a mettere d’accordo tutto Palazzo Madama. Recepito e approvato anche un ordine del giorno dei radicali che prevede la produzione in Italia, attualmente vietata, dei farmaci a base di cannabis, impiegati soprattutto nella cura di malattie come la Sla. La terza lettura dovrebbe essere quella definitiva e poi il testo che prevede un percorso più «facile» per accedere ai farmaci contro il dolore severo, sarà legge.

Una delle novità introdotte al Senato riguarda l’obbligo, per i medici, di monitorare il dolore di ogni paziente riportando note in cartella clinica, come oggi avviene soltanto per i malati terminali. Le cure palliative sono gli interventi destinati ai malati terminali per i quali non si punta alla guarigione ma ad assicurare una buona qualità della vita. Terapia del dolore, invece, è l’insieme di pratiche per portare sollievo a quanti sono affetti da «forme morbose croniche». Perché entrambi gli interventi risultino più efficaci possibili sono state individuate due reti territoriali. Si tratta del collegamento tra le strutture sanitarie sia di tipo ospedaliero che territoriale (hospice) con specifiche figure di riferimento la cui formazione dovrà essere disciplinata. Saranno unificate le tariffe per le cure palliative, oggi discordanti da regione a regione, e proprio queste ultime saranno sotto esame perché attuino quanto previsto. In alternativa, scatta il commissariamento.

Regole rigide anche per i fondi: se le risorse destinate alla cura del dolore (stanziata una quota fissa di 50 milioni di euro più 100 milioni di euro inseriti dal 2009 tra gli obiettivi del fondo sanitario nazionale) non saranno debitamente impiegate, gli enti locali non potranno accedere, l’anno successivo, ai finanziamenti nazionali. La legge, inoltre, istituisce un Osservatorio nazionale permanente che dovrà tenere sotto controllo il capitolo prescrizioni. In questo settore arriveranno le novità più importanti: non esisterà più il ricettario a parte per i farmaci destinati ai pazienti con dolore severo. Tutti i medici del servizio sanitario nazionale potranno ordinare i farmaci necessari attraverso il comune ricettario rosso. Il Pd avrebbe voluto estendere la possibilità a tutti i medici, con le semplici ricette bianche, ma la restrizione è rimasta. Nonostante qualche dissenso il testo approvato dal Senato è stato salutato con favore da tutte le forze politiche.

I radicali hanno valutato con soddisfazione l`approvazione dell’odg per la produzione, in Italia, di medicinali a base di cannabis. Attualmente questi prodotti vengono impiegati ma non possono essere «fabbricati» nel nostro Paese, quindi li importiamo. Il governo ha precisato che l’odg impegna l’esecutivo «unicamente a verificare l'opportunità e la fattibilità tecnica e giuridica di una produzione in Italia». Secondo il farmacologo Silvio Garattini, il testo andrebbe precisato perché «vago»; lo specialista ha espresso inoltre forti dubbi circa la «reale utilità» dei farmaci cannabinoidi nella terapia del dolore.

Fonte: La Nazione del 28 gennaio 2010

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