Il bambino in ospedale: problematiche psicologiche, pediatriche e sociologiche

Autore tesi: 
Brunilde Valenta
Anno accademico: 
2011/2012

Questo lavoro di tesi scaturisce da profonde riflessioni ed esperienze di vita che hanno segnato e contrassegnato il mio vissuto di madre, di insegnante, di professionista riguarda l'ospedalizzazione infantile osservata dal punto di vista sociologico considerato rilevante nell’assistenza psicologica in pediatria, in particolare in quella prevista e ritenuta fondamentale nei reparti ospedalieri come luoghi di cura nelle attuali società complesse, dove i concetti di salute-malattia-cura assumono valore strategico e valorizzante per il contesto in cui si esplicano.
La malattia può diventare una rete di prospettive, consentendo l'incontro e un dialogo che favoriscono il diventare “le storie di malattia” “storie di cura” a costruzione congiunta dell'assistenza sanitaria (Charon, 2001).
Offrire un’assistenza ospedaliera rispettosa e sensibile alle esigenze del bambino e del contesto familiare è ormai una realtà consolidata, a livello teorico, mentre la sua realizzazione concreta, nell'utilizzo costante di buone prassi, purtroppo non è ancora diffusa in modo uniforme su tutto il territorio nazionale, anche per la difficoltà logistica relativa al recupero degli spazi adeguati all’interno di strutture ospedaliere obsolete, per la complessità organizzativa e per i costi economici che un intervento così articolato richiede.
La trattazione si snoda in 5 capitoli: nel primo “famiglia fra mutamenti, narrazione e costruzione” ci si sofferma su un'analisi sociologica della famiglia come luogo di sviluppo di vita dell'individuo. Nel secondo “Pediatria e psicologia elementi di integrazione significativa sul piano sociologico”, il terzo cerca di analizzare con ampio sguardo le “Problematiche relative all'ospedalizzazione” attraverso la suddivisione in periodi di età infantile che richiedono diversificazione di attenzione, di sensibilità e d'intervento. Il quarto capitolo si snoda sulla narrazione che da strumento di conoscenza diventa peculiare strumento di cura considerando che la narrazione e tutte le tecniche narrative, pongono l'attenzione sulle storie di malattia e sulla peculiare dimensione della loro conoscenza che la tecnologizzazione della medicina e delle pratiche mediche rischiano di lasciare in ombra, generando così la perdita di significativi benefici di senso, per il paziente, per il suo contesto di vita, la medicina e la sanità nel suo insieme. Il quinto capitolo “ il bambino in ospedale: passaggio dal concetto di curare al prendersi cura” esaminando alcune buone prassi che contribuiscono a ridurre significativamente il disagio psicologico del bambino e del suo ambiente di vita che affrontano il particolare stato emotivo di fragilità, incredulità nei confronti dell’aspetto peculiare della malattia. Nella tesi sono state inserite immagini di quadri d’autore ritenute importanti per la funzione che svolgono in quanto possono raggiungere i recessi interiori più nascosti assolvendo funzione consolatoria e catartica necessari nel periodo del confronto, del con-prendere, del so-stare con la malattia.

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