IL SIGNIFICATO DELLA SOFFERENZA. TRE RELIGIONI MONOTEISTE INTERPRETANO L'ESPERIENZA DELLA MALATTIA

Autore: 
a cura di M. Picozzi, L. Violoni e P. Cattorini
Anno: 
2004
Casa Editrice: 
Franco Angeli, Milano

La malattia, la sofferenza e il dolore sono sempre stati fonte di interrogativi per l’uomo, oltre ad essere un duro banco di prova di fronte alla drammaticità degli eventi che, il più delle volte, la vita stessa porta con sé, mettendo in piena discussione quei principi fondamentali su cui ognuno di noi ha basato la sua stessa esistenza e la fede risulta essere uno di questi, se non il più importante.
Ogni religione, infatti, affronta questi temi in maniera differente e cerca di dare delle proprie risposte a tutte quelle domande ed interrogativi che tendono, inevitabilmente, ad affollare la mente di ciascuno, non rassegnandosi, ma anzi, continuando a cercare incessantemente nuove ragioni e nuove motivazioni per continuare a vivere e sperare, sopportando questi pesanti fardelli che, il più delle volte, tendono a farci oscillare o cadere, a causa del loro gravoso peso.
Questo libro cerca di illustrare, nella sua prima parte, come le tre principali religioni monoteiste, islamismo, ebraismo e cristianesimo cerchino di dare una propria interpretazione al tema della sofferenza e del dolore, ponendo, se necessario, in discussione anche Dio stesso, poiché dinnanzi alla malattia l’uomo si trova ad interrogare sia la propria fede che il proprio Dio, arrivando a mettere in dubbio ogni singola cosa. L’uomo si mette alla prova e allo stesso tempo mette alla prova anche Dio, perché accettare la sofferenza risulta sempre essere difficile, se non, a volte impossibile ed intollerabile per sé e per chi ci sta vicino.
Nella seconda parte, invece, partendo dalle tesi di Paul Ricoeur, gli autori cercano di impostare una riflessione volta a comprendere il mistero del male, essendo legato alla libertà dell’uomo, in quanto risulta essere improbabile parlare della sofferenza e del male escludendoli dal giudizio della nostra libertà, dato che è sempre quest’ultima a giudicare il male come tale e non viceversa. La sofferenza dunque, si trasforma in domanda ed il male assume il compito di richiamare ogni uomo a smettere di considerare “magico” l’intervento e il mistero di Dio, per prendere, così, coscienza della profondità della propria libertà.
Infine, nell’ultima parte del libro, viene ripreso e ripresentato l’interrogativo sulla sofferenza tramite due contributi di esperienza clinica. Il primo relativo all’apporto dell’infermiere nell’assistenza alla persona che soffre, attraverso il suo riconoscere ed interpretare il dolore, fondamentale per la sua relazione d’aiuto al malato ed ai suoi familiari. Il secondo basato su un approccio interreligioso rispetto ad una questione molto delicata come la donazione ed il trapianto degli organi nelle tre principali religioni monoteiste.
Per concludere, questo testo, cerca di far affrontare e riflettere il lettore sulla condizione umana della sofferenza e del dolore, avendo un particolare occhio di riguardo per l’interpretazione religiosa della malattia e soffermandosi sull’indagine dell’esperienza umana, la quale permane irrimediabilmente aperta verso la speranza.

Autore recensione: 
Emilia Uccello
Voto: 
10
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