Il sottosegretario Rocella dice la sua sui registri comunali

I registri comunali sul biotestamento rappresentano una "presa in giro dei cittadini". Lo afferma il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella, sottolineando come la circolare messa appunto dai ministri Ferruccio Fazio, Roberto Maroni e Maurizio Sacconi abbia precisamente il fine di "mettere in guardia il cittadino".

Nella circolare, spiega Roccella all'ANSA, "si dice che tali registri attivati da alcuni Comuni sono in realtà assolutamente inefficaci, ovvero privi di qualunque efficacia giuridica".
Questi registri, rileva Roccella, "rappresentano solo una provocazione politica e prendono in giro il cittadino poichè sono 'regolamenti' di una legge, quella sul biotestamento, che non c'è". Dunque, chiarisce il sottosegretario, "è evidente che non essendoci una legge in materia, il medico non può ottemperare ad alcuna richiesta di tipo eutanasico indicata nei registri. Il medico, cioè, non può che riferirsi alle normative esistenti, che vietano ogni attività eutanasica". Obiettivo della circolare, conclude Rocella, è quello di "mettere in guardia il cittadino, che deve sapere che le volontà lasciate attraverso i registri dei Comuni non hanno alcun effetto, e che questo non è un servizio ai cittadini anche se viene spacciato per tale".

In risposta al sottosegretario Sandro Medici, presidente del X Municipio di Roma che nella capitale ha attivato un registro per il testamento biologico aperto ai cittadini di tutto il Comune di Roma afferma che"La circolare ministeriale, contro la quale ricorreremo, non soltanto è un atto politico discriminatorio e autocratico, ma contiene un palese errore di natura giuridica, perchè alcune amministrazioni locali, tra cui il nostro Municipio che l'ha sperimentato per primo in Italia, garantiscono la validità delle dichiarazioni di volontà di fine vita attraverso la forma dell'atto notorio sostitutivo".
L'idea del registro nel X municipio fu appoggiata da Mina Welby perchè questo era il quartiere dove visse il marito Piergiorgio, morto di distrofia muscolare dopo una lunga battaglia sull'eutanasia e sul testamento biologico.
"Pertanto" - aggiunge - "o si ritiene annullabile la funzione sussidiaria che i Comuni si assumono attraverso questi atti oppure si nega validità all'atto notorio stesso. Infatti gli enti locali si sostituiscono alla funzione notarile con gli atti notori per favorire quei cittadini che non sono in condizioni di rivolgersi al notaio a causa degli onorari. L'atto ha la stessa validità giuridica di quello depositato dal notaio".

Sono circa 1.000 i cittadini che si sono iscritti al registro per il testamento biologico del X Municipio: "Si tratta soprattutto di persone anziane" - spiega il presidente Medici - "ma ci sono anche giovani e coppie omosessuali".

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