La III sezione della Corte di Cassazione riconosce i danni per mancata attivazione cure palliative

La III sezione della Corte di Cassazione con sentenza n. 16993/2015 del 20 agosto, ribaltando la decisione della Corte d’Appello di Palermo, ha accolto il ricorso dei famigliari della donna morta per tumore all’utero diagnosticato con ritardo.

L’aspetto che interessa particolarmente i palliativisti e gli oncologi è che la Corte ha preso una netta posizione a favore di una mancata attivazione delle cure palliative, sancendo che “…il danno per il paziente consegue pure alla mera perdita della possibilità di scegliere, alla stregua delle conoscenze mediche del tempo, ‘cosa fare’ per fruire della salute residua fino all’esito infausto, anche rinunziando all’intervento o alle cure per limitarsi a consapevolmente esplicare le proprie attitudini psico-fisiche… fino all’exitus”.

SICP

CorridoioDiscussione sulle cure di fine vita in ToscanaIntervento Mariella OrsiPère LachaiseTomba Museo Archeologico di CalatiaPère Lachaise 1Il silenzioDettaglio