La legge non incentiva il ricorso all’eutanasia

La legalizzazione dell’eutanasia non rappresenta un incentivo all’impiego di questa pratica. Almeno questo è ciò è avvenuto in Olanda, il primo Paese al mondo ad aver inserito esplicitamente nel proprio ordinamento la possibilità della morte assistita nel 2002. Fino ad allora e dagli anni Settanta la pratica era stata tollerata, anche senza un quadro legislativo di riferimento.

A illustrare l’evoluzione del ricorso all’eutanasia nel Paese è uno studio pubblicato su Lancet che ha confrontato i dati rilevati ogni 5 anni a partire dal 1990.

Di tutte le morti avvenute nei Paesi Bassi nel 2010, il 2,8% è da ricondurre a pratiche di eutanasia, un tasso superiore all'1,7% del 2005, ma comparabile a quelli del 1995 e del 2001. Anche la distribuzione per sesso, età e tipo di diagnosi è risultata sostanzialmente stabile tra il 1990 e il 2010.

«Lo studio - concludono i ricercatori - fa luce sulle conseguenze della regolamentazione dell'eutanasia e del suicidio assistito […]. In Olanda la legge in materia ha portato a una pratica relativamente trasparente. E anche se non è semplice tradurre questi risultati in altri Paesi essi possono comunque essere utili per il dibattito sulla legalizzazione della morte assistita».

Lo studio

Bregje D Onwuteaka-Philipsen et al. Trends in end-of-life practices before and after the enactment of the euthanasia law in the Netherlands from 1990 to 2010: a repeated cross-sectional survey. The Lancet, Early Online Publication, 11 July 2012

Fonte: Janus

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