La paura, fragilità dell'anziano

Autore tesi: 
Giulia Bindi
Anno accademico: 
2016/2017

Razionale dello studio
L'Italia è tra i primi paesi al mondo per invecchiamento della popolazione, nella quale una buona percentuale è rappresentata da anziani fragili [1]. La fragilità dell’anziano è fisica e psichica e su di entrambe influenzano gli eventi stressanti della vita [2]. Le paure che insorgono possono essere determinate da stereotipi che spesso egli tende ad accettare e che lo portano a ritenersi incapace fino ad un lento declino intellettuale [3]. La persona invecchiando può sentirsi inutile ed estranea alle situazioni che affronta. Questa tesi ha l'obiettivo di approfondire la descrizione delle
manifestazioni di paura nell’anziano e degli interventi possibili.

Materiali e metodi
All'interno del Reparto Cure Intermedie dell'Asl 4 di Prato è stato possibile la raccolta dati tramite una ricerca qualitativa con osservazione partecipante. Durante le sessioni di osservazioni sono stati riportati all’interno di un diario gli incontri con frasi dette dai pazienti, dall’intervistatore stesso, dai familiari, dagli operatori, anche decifrando le espressioni sul volto dei pazienti stessi. I dati raccolti sono stati analizzati attraverso il metodo l’analisi del contenuto [4][5].

Analisi e discussione dei principali risultati di interesse infermieristico
Dall'analisi del contenuto del materiale raccolto durante l’osservazione partecipe dei 13 pazienti arruolati nella ricerca, sono emersi principalmente contenuti positivi come “Gioia (47)”, “Attesa (35)” e “Offerta-ricordo (33)”. Il contenuto “Paura (16)” diversamente dalla bibliografia consultata è risultato presente ma non preponderante. Dall’analisi approfondita del materiale pare emergere che gli aspetti negativi comprendenti la “Paura” sono tra loro molto collegati ma il grosso nucleo di sofferenza viene destabilizzato dagli aspetti affettivi (speranza, aspettativa, amore) che arriva ad una prospettiva positiva (gioia, piacere, gratitudine). “Ascolto” e “disponibilità” sono stati i principali interventi attuati durante l’osservazione e coerentemente a quanto descritto in letteratura hanno permesso di registrare un impatto positivo sui pazienti. Un approfondimento è stato dedicato al concetto di “Offrire-dono” inteso come atto di riconoscimento attivo da parte del paziente verso l’operatore, con le sue implicazioni simboliche e psicologiche. Nell’analisi del materiale sono anche stati presi in considerazione aspetti generali legati alla psicologia positiva e allo “human caring”, come l’importanza e l’effetto del sorriso, della presenza fisica, dell’empatia nella condivisione e i risvolti nell’ambito di cura [6][7].

Conclusioni
In base agli indicatori della Diagnosi Infermieristica di Paura di Lynda Juall Carpenito-Moyet [8], la valutazione iniziale durante la fase di accertamento degli stati di paura del paziente, risulta essere positiva ed efficace poiché permette di garantire un'assistenza basata anche sulla pratica dell'ascolto, competenza fondamentale dell'infermiere. Nei pazienti valutati inizialmente con uno stato di paura si è assistito ad una riduzione nelle osservazioni successive e nelle stesse, ipotizzando un effetto efficace della presenza umana.

Riferimenti bibliografici
[1] https://www.istat.it/it/anziani, Istat
[2] World Health Organization , Health promotion glossary, 1998
[3] Antonella Imbimbo, Susanna Lissandron, Le emozioni e la terza età. http://www.terapiacognitiva.re.it/servizio/le-emozioni-e-la-terza-eta/
[4] R-Core-Team, R: A Language and Environment for Statistical Computing. Vienna, Austria: R Foundation for Statistical Computing. Avallable from http://www.r-project.org/], 2011
[5] Ronggui, H. (2012). R-based Qualitative Data Analysis (R package). Retrieved from http://rqda.r-forge.r-project.org, 2012
[6] Paul Watzlawick, Janet Helmick Beavin, Don D. Jackson, Pragmatica della comunicazione umana. Casa Editrice Astrolabio; 1971
[7] Carl R. Rogers, La terapia centrata sul cliente. Giunti; 1961
[8] Lynda J. Carpenito-Moyet, Diagnosi infermieristiche. Applicazioni alla pratica clinica. Casa Editrice Ambrosiana; 2015

E-mail: 
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