La stanza del silenzio

Segnaliamo di seguito l'articolo del sito Förderkreis Raum der Stille in cui si parla della creazione al centro di Berlino di una stanza del silenzio interconfessionale. Riportiamo di seguito l'articolo.

L’idea di creare al centro di Berlino una stanza del silenzio interconfessionale, è nata poco tempo dopo la caduta del muro. In breve tempo si è costituito un piccolo “gruppo d’iniziativa” di cittadini berlinesi con l’obiettivo di allestire in un edificio adatto al centro della città – più vicino possibile all’ex frontiera tra i blocchi e le ideologie nemici – un luogo di silenzio. Il tutto è stato ispirato dalla stanza di meditazione tuttora esistente che, l’ex Segretario Generale dell’ONU, Dag Hammerskjöld, fece predisporre nel 1954 per i dipendenti dell’ONU a New York. Nel 1993, si costituì il “gruppo d’iniziativa” portando il nome “Associazione Promotoria Ambiente di Silenzio a Berlino” sotto il patronato dell’allora Presidente della Camera dei Deputati, Dr. Hanna-Renate Laurin, ed il 27 ottobre 1994, l’Associazione poté inaugurare – grazie alla cortesia del Senato di Berlino – una stanza del silenzio all’interno della Porta di Brandeburgo. Secondo l’Associazione, gli obiettivi della stanza del silenzio sono due: dare la possibilità a chiunque, indipendentemente dalla provenienza, dal colore, dall’ideologia, dalla religione e dalla condizione fisica, di entrare e di soffermarsi in silenzio o semplicemente di staccarsi dallo scompiglio di una metropoli, portandosi via un pò di forza per superare meglio la vita quotidiana, per riflettere, per meditare, per pregare in quel luogo storico pieno di ricordi tristi, ma anche pieni di speranza. Poiché tutti sono invitati a fermarsi lì in silenzio e pace, la stanza riveste anche un significato simbolico che sarebbe il secondo obiettivo: la stanza del silenzio costituisce un invito permanente alla tolleranza e alla fratellanza tra gli uomini, tra le nazionalità e le ideologie ed un’esortazione continua contro la violenza e il razzismo – un piccolo passo verso la pace, come dice la preghiera della Nazioni Unite: “Signore, la nostra terra è solo un piccolo astro nel grande universo. Dipende da noi farne un pianeta, le cui creature non sono più afflitte dalle guerre, non più tormentate dalla fame e dalla paura, non più separate secondo razza, colore e ideologia. Dacci il coraggio e la forza di incominciare già oggi con quest’opera, affinché un giorno i nostri figli, i nostri discendenti, potranno portare con orgoglio il nome ‘uomo’.”
La stanza del silenzio non è dedicata ad un’ideologia o religione – qualsiasi persona deve essere libera di entrare senza la preoccupazione di doversi confrontare con interessi, programmi o istituzioni. I membri dell’Associazione e quelli che a titolo onorario si prendono cura di questa stanza, appartengono per la maggior parte a comunità religiose, cioè alle varie chiese cristiane, alla religione ebraica, musulmana, buddista, induista e Bahai. Tutte queste persone di varie provenienze ideologiche concordano che al centro di Berlino ci voglia un luogo per incontrarsi in silenzio, al di là di tutte le differenze. L’allestimento della stanza corrisponde al suo carattere interconfessionale, non riporta segni religiosi, ideologici o politici, riveste quindi un carattere neutrale e semplice. L’unico addobbo è un arazzo di Ritta Hager di Budapest che accenna, in modo astratto-simbolico, la luce che penetra nel buio. Paul Corazolla di Berlino ha progettato la parete blu nel vestibolo. All’entrata, accanto all’avviso con scritto “Stanza del silenzio”, si trova un’opera sottoforma di rilievo che invita al silenzio, creato da P. Franz Prentke di Berlino. Il fatto che questa stanza del silenzio sia stata allestita proprio nella Porta di Brandeburgo riveste un’importanza particolare. La porta, eretta più di 200 anni fa da Langhans, fu concepita come Porta della Pace, nome che portò per un pò di tempo. Langhans aveva programmato una statua che avrebbe dovuto rappresentare il trionfo della pace; venne, invece, eseguita la Quadriga di Schadow, con la quale la dea della pace, Eirene, entra in città. Sotto la Quadriga è stato applicato un rilievo di Attica che ritrae la dea come portatrice
di pace. Anche la statua di Marte nell’atrio laterale sud è dedicata alla pace, in quanto rappresenta il dio della guerra mentre rimette la spada nel fodero. Nel corso della storia – soprattutto durante il regime nazista – la Porta di Brandeburgo fu spesso impropriamente usata per fini politici. Per decenni è stata il simbolo della divisione
della città e del mondo. Con la caduta del muro è diventata il simbolo per un futuro pacifico in Germania e in Europa. La stanza del silenzio riprende l’idea della Porta della Pace e corrisponde così al “genius loci”. Speriamo pertanto che questo luogo di riflessione, di fratellanza e di pace porti onore e benedizione alla città ed al suo simbolo.

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