“Nei morbi fattisi cronici è raccomandato ai signori Medici e Chirurghi di non tralasciare di visitarli di quando in quando, onde procurare di sollevarli nel miglior modo possibile, anche coll’effetto morale della loro presenza”. Queste istruzioni per i medici dei poveri di Torino del 1846 ci richiamano al primo compito del medico, che è quello di essere vicino al malato.
Il libro di Franco Lupano ha come sottotitolo Alle radici della medicina primaria perché racconta la storia della figura di medico che più di ogni altra è stata vicina agli assistiti, dal punto di vista medico, e da quello sociale e umano; tant’è vero che nella memoria di chi ancora lo ricorda ha sempre una connotazione fortemente positiva. I medici condotti sono anche la prima forma di assistenza sanitaria pubblica, per fornire cure gratuite ai poveri, nata in Italia prima che nel resto d’Europa: se ne ha notizia fin dal 1200. Il libro ci accompagna nella storia di questa figura professionale, attraverso documenti d’archivio e autobiografie, dando rilevanza a personaggi che non entrano nella storia ufficiale della medicina. Attraverso lo sviluppo del Mutuo Soccorso, l’introduzione di leggi contro le emergenze sanitarie dell’Ottocento, come la pellagra e la malaria, la creazione delle mutue sanitarie, si arriva al Servizio Sanitario Nazionale, che non nasce dal nulla ma è la logica evoluzione di un principio che ha radici antiche. E proprio dalla categoria dei medici della mutua giungono stimoli, riflessioni, proposte di riforma che auspicano un’assistenza sanitaria uguale per tutti, dove quello che era stato il medico condotto e il medico della mutua si trasforma nel medico di famiglia, su cui regge tutto l’edificio della sanità pubblica.