Terapie intensive "aperta" alle visite dei familiari

A 4 anni dalla decisione della Commissione Regionale di Bioetica della Toscana e della Direttiva dell'Assessore di allora, Rossi, che ha reso accessibili i Reparti di Terapia Intensiva ai familiari del paziente, anche il
Comitato Nazionale di Bioetica si pronuncia a favore di tale scelta.

Infatti con il parere diffuso oggi e curato da Andrea Nicolussi, il CNB aiuta a sdoganare uno dei punti di interdizione che ancora oggi continua a regolare l'organizzazione degli ospedali. Attraverso di questo, di fatti, è possibile evidenziare come troppo spesso le politiche legate alle visite dei familiari nelle rianimazioni sono basate su schemi di chiusura, i quali non fanno altro che aggiungere un senso di solitudine a chi gà vive una condizione grave di malattia.

Se andiamo a guardare la legge, l'ex articolo 32 della Costituzione prevede il ripsetto della persona nei trattamenti sanitari e pertanto imporrebbe un atteggiamento completamente diverso in questo ambito, attraverso una presa in carico del paziente che si faccia cura di lui a 360 gradi, comprendendo anche quei rapporti che stanno alla base anche del benessere psico-fisico dell'individuo, il quale non è solo un corpo bisognoso di cure.

Il parere del CNB fa riferimento ai dati e alle ricerche più recenti, i quali dimostrano come la promozione dell'accesso alla terapia intensiva sia da parte dei familiari che dei visitatori, non è pericolosa per i pazienti, ma risulta avere effetti positivi sia per i pazienti ricoverati che per le famiglie. In particolar modo è stato visto come l'"apertura" della TI non causa affatto un aumento delle infezioni nei pazienti, come si potrebbe pensare ed inoltre queste riducono in modo statisticamente significativo sia le complicanze cardio-vascolari sia gli anxiety score; per di più i pazienti presentano indici ormonali di stress significativamente più bassi, rispetto alle condizioni di "isolamento". Altro effetto benefico, di certo non secondario in queste situazioni, è la netta riduzione dell'ansia nei familiari, che in questo modo diventano una fonte di supporto.

Il CNB pertanto si esprime a favore di un'organizzazione più adeguata e per il riordino delle TI per favorire un clima di apertura sempre basato su delle norme e regole di condotta che vanno rispettare, recuperando in questo modo anche il divario che ci separa da altri Paesi in Europa e in America, i quali già da tempo sono orientati con successo in questa direzione.

Terapia intensiva "aperta" alle visite dei familiari

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