La cura di fine vita e il medico di medicina generale

Il ruolo del medico di medicina generale e del personale infermieristico nell’ambito delle cure di fine vita risulta essere sempre più importante.
Nel convegno SIMG 07 quest'argomento è stato alla base dei uno degli interventi presentati.

Lo scopo principale di questo intervento è quello di porre l’accento sul ruolo del medico di medicina generale e del personale infermieristico nell’ambito delle cure prestate al paziente terminale, al fine di favorire un'assistenza domiciliare sempre più adeguata, la quale non coinvolga solo il malato, ma anche il resto della sua famiglia, attuando, così, un vero e proprio “accompagnamento” alla fine della vita in un ambiente, la propria casa, meno asettico, che permetta di condividere i momenti difficili anche con i familiari.
Quando parliamo di dolore, infatti, dobbiamo tenere sempre presente che oltre al dolore fisico il medico e l’infermiere si devono confrontare anche con quello provocato da atteggiamenti privi di empatia. Il paziente terminale, invece, deve poter esprimere le proprie emozioni, le proprie paure, senza alcun timore che queste rimangano parole non “ascoltate”.
Condividere il dolore vuol dire non solo “togliere potere” al dolore, ma anche fornire risposte “farmacologicamente” adeguate alla percezione soggettiva.
Fino ad oggi gli Studi Universitari tendevano esclusivamente a formare il futuro medico in base all'esaltazione della “teknè” , alla sconfitta della malattia, al “trionfo” della Medicina… ma non lo preparava ad affrontare e a dare un significato umano alla Morte e al Morire…
Dall’Anno Accademico 2005 – 2006 proprio a Firenze la Facoltà di Medicina e Chirurgia ha approvato tra le Attività Didattiche Elettive, seminari dedicati agli aspetti socio antropologici e psicologici legati alla Morte e al Morire.
L’assistenza infermieristica diventa, in questo modo, elemento importante di mediazione tra il medico curante - il malato - la famiglia, in quanto l'infermiere non è più solo una “figura che somministra i farmaci”, ma un possibile aiuto nella condivisione della malattia terminale, arrivando, così, a prendersi cura non solo del corpo, ma anche dei bisogni del malato e della sua famiglia.
Diviene pertanto indispensabile offrire al medico e all’infermiere strumenti formativi che curino le tematiche della finitezza della vita sia attraverso corsi monografici sia mediante l’istituzione di “gruppi” di lavoro che comprendano anche una supervisione individuale e dell’èquipe terapeutica.

A cura di:
Antonella MARCHISIO (MMG Asl 8 di Moncalieri –TO, SIMG)
Gianluca FAVERO (Prof. A.C. Università di Firenze - Progetto LAB.OR. Laboratorio di Orientamento per il miglioramento dell’ approccio interculturale
alle cure di fine vita)
Mariella Orsi (Prof. A.C. Università di Firenze - Progetto LAB.OR.
Laboratorio di Orientamento per il miglioramento dell’ approccio interculturale
alle cure di fine vita)

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