Le cure palliative “un diritto dell'uomo”

3000 esperti internazionali chiedono l'impegno dei governi ad utilizzare le cure palliative. Ancora troppo poco accessibili nel mondo: l'80% della popolazione mondiale consuma solo il 6% della morfina. Italia in ritardo

Le cure palliative ed il trattamento del dolore sono ancora troppo poco accessibili nel mondo, mentre dovrebbero essere riconosciuti come un diritto dell'uomo. Questa, in sintesi, la dichiarazione sottoscritta da 3000 esperti internazionali riunitisi a Vienna dal 7 all'11 maggio 2009, in occasione dell"XI Congresso organizzato dall'Associazione europea di cure palliative (EAPC) e dalla Federazione europea delle associazioni internazionali per lo studio del dolore. Essendosi il congresso. Molte medicine permettono oggi di combattere la maggior parte dei dolori fisici, precisano gli esperti. Ciò nonostante, la grande maggioranza delle persone che muoiono nel mondo non ha accesso ad un trattamento che permette di morire nella dignità e ciò nonostante il debole costo di tale trattamento. Nei paesi in via di sviluppo, in particolare, che rappresentano l'80% della popolazione mondiale, si consuma solto il 6% della morfina, farmaco essenziale nelle cure palliative, riconosciuto e utilizzato universalmente.Ma cosa s’intende, esattamente, per "cure palliative”? Secondo una definizione ufficiale adottata dalla stessa Eapc, sono la cura attiva e globale prestata al paziente quando la malattia non risponde più alle terapie aventi come scopo la guarigione. Il controllo del dolore e degli altri sintomi, dei problemi psicologici, sociali e spirituali assume importanza primaria. Le cure palliative hanno carattere interdisciplinare e coinvolgono il paziente, la sua famiglia e la comunità in generale. Prevedono una presa in carico del paziente tale da garantire i bisogni più elementari ovunque si trovi il paziente, a casa o in ospedale. Le cure palliative rispettano la vita e considerano il morire un processo naturale. Il loro scopo non è quello di accelerare o differire la morte, ma quello di preservare la migliore qualità della vita possibile fino alla fine.In Italia, secondo i dati della Società italiana di cure palliative, i centri che erogano cure palliative a livello domiciliare, comunemente definiti “hospice'', sono circa 200 e dispongono in media di 11 posti letto ciascuno. Questi dovrebbe assistere le 250 mila persone che ogni anno attraversano le fasi avanzate e finali di una malattia inguaribile. A fianco di questi, la rete di assistenza domiciliare di cure palliative si è notevolmente sviluppata a partire dalla fine degli anni ’70, grazie all’indispensabile sostegno delle oltre 190 organizzazioni non profit italiane oggi attive nel settore. Ma siamo ancora ben lontani da una diffusione omogenea su tutto il territorio italiano. Il 50% degli hospice si trova infatti in Lombardia e Emilia Romagna.

Fonte: Redattore Sociale

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