Testamento biologico: scontro alla Camera

Ieri il ddl sul testamento biologico è approdato, come era stato annunciato, alla Commissione degli Affari Sociali della Camera, molti gli scontri e i dissensi fra i partecipanti.

La maggioranza in commissione affari sociali alla Camera, spinge l'acceleratore per avviare l'iter del ddl che limita il testamento biologico approvato in prima lettura dal Senato. Ma il Pd, con Livia Turco punta i piedi: niente testamento biologico finche' non sara' approvata la legge sulle cure palliative. La posizione del Pd, espressa dal capogruppo Livia Turco e dalla radicale Maria Antonietta Coscioni viene definita dalla maggioranza, con il sottosegretario Eugenia Roccella e i commissari della commissione, come una forma di ostruzionismo strisciante per rallentare l'avvio della discussione sul biotestamento. "L'accordo politico tra Camera e Senato e' stato vanificato - denuncia la radicale Coscioni - si vuole iniziare con il testamento biologico senza un nulla di fatto sulle cure palliative e sulle terapie del dolore. Il presidente della Camera, Fini e il presidente della commissione Palumbo erano d'accordo sulla calendarizzazione del testamento biologico in autunno". E si difende: "il nostro - riferendosi anche al Pd - non e' ostruzionismo: c'e' una vera urgenza sulle cure palliative che va risolta". Prime scintille dunque tra maggioranza e opposizione che affilano le armi sul testamento biologico: la maggioranza ha fretta, il Pd no. Il clima si era gia' percepito in mattinata quando il capogruppo del Pdl, Fabrizio Cicchitto, si era detto aperto al confronto ma senza stravolgere l'impianto della legge uscita dal Senato. Pronta la replica del capogruppo Idv, Massimo Donati che ha detto: "altro che aggiustamenti, noi quella legge vogliamo massacrarla e se dovesse passare cosi' com'e' siamo pronti al referendum abrogativo".

"La mia posizione sul testamento biologico e' chiara e altrettanto cristallina sara', in tal senso, la mia mozione al congresso del Pd. Da sempre chiedo di rispettare il principio dell'autodeterminazione nella scelta delle terapie garantito dall'art. 32 della Costituzione: diritto, non dovere, alle cure e alle terapie". Lo ha dichiarato il senatore Ignazio Marino, nel giorno dell'apertura, in commissione Affari sociali alla Camera, della discussione sulla legge sul testamento biologico.
"Mi auguro -continua Marino- che a Montecitorio il dibattito tenga finalmente conto della voce della scienza, che stabilisce con grande chiarezza: la nutrizione artificiale e' terapia medica. Spero anche che, contrariamente a quanto avvenuto al Senato, tutti prestino attenzione anche ai tanti cittadini che si aspettano norme utili e fruibili".
"Se davvero l'impianto restasse quello che e' uscito da palazzo Madama si tratterebbe di una legge contro il Paese. Lo penso e sostengo da sempre. Sarebbe infine auspicabile avere finalmente una posizione unitaria del Pd. E questo e' il momento giusto per esprimerla. L'opposizione in Parlamento deve essere ferma e senza incertezze. Non possiamo aspettare -conclude Marino- che una norma contro il testamento biologico, diventi legge dello Stato".

"Noi difendiamo il testo sul testamento biologico uscito dal Senato, ma siamo aperti al confronto parlamentare alla Camera per eventuali miglioramenti. Sia chiaro pero' che per noi l'impianto fondamentale della legge sul fine vita resta quello approvato dall'asssemblea di Palazzo Madama". Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera spiega all'Agi la posizione della maggioranza in vista della discussione sul testamento biologico, il cui ddl inizia oggi il suo percorso parlamentare alla Commissione Affari sociali della Camera.

Ci batteremo con tutte le nostrie forze per cambiare la legge sul testamento biologico uscita dal Senato con il nostro voto contrario". E' quanto dice all'Agi il capogruppo dei deputati Pd Antonello Soro, in vista dell'avvio dell'iter del ddl che partira' oggi in commissione Affari sociali a Montecitorio. "Faremo conscere le nostre proposte - spiega Soro - riprendendo il filo dell'impostazione da noi seguita in Senato. La Camera rivendica, su questa materia - ha detto Soro rispondendo indirettamente a Fabrizio Cicchitto che difende l'impianto uscito dall'assemblea di Palazzo Madama - un percorso non vincolato alle conclusioni del Senato".

"Noi la legge sul testamento biologico uscita dal Senato non vogliamo migliorarla ne' modificarla, vogliamo semplicemente massacrarla". Non usa mezzi termini il capogruppo dell'Idv alla Camera, Massimo Donadi, interpellato dall'Agi sulla posizione dell'Idv nei confronti del ddl uscito da Palazzo Madama e che oggi avvia il suo iter alla Camera.
"Questa legge' e' inaccettabile, indecorosa e incostituzionale - spiega ancora Donadi - e noi siamo pronti, il giorno dopo che dovesse passare nell'impianto che Cicchitto e il Pdl vogliono difendere, a iniziare immediatamente la raccolta delle firme per il referendum abrogativo".

"Io credo che sul testamento biologico il cui iter inizia oggi alla Camera o ci sara' un disarmo bilaterale oppure un confronto molto puntuale e molto netto, perche' ci sono alcuni punti, nel testo uscito dal Senato, assolutamente non condivisibile e totalmente sbagliati". Parla il leader dei Repubblicani liberali Benedetto Della Vedova, interpellato dall'Agi.
Quell'impianto che oggi il capogruppo del Pdl Fabrizio Cicchitto ha annunciato di voler difendere, e' per Della Vedova "totalmente inammissibile dal punto di vista politico e fragilissimo dal punto di vista giuridico perche', quando mai venisse approvato cosi' com'e', subirebbe degli stop giudiziari fino al giudizio della Consulta. Dal punto di vista politico sarebbe insostenibile perche' introduce le Dat negandole nella sostanza andando a toccare un fronte politico-elettorale molto variegato". Insomma, per Della Vedova, "quel testo va radicalmente corretto, altro che miglioramenti" come vuole il capogruppo Cicchitto.

"Apprezzo molto la posizione del capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchetto di voler difendere il testo sul testamento biologico uscito dal Senato, cosi' come di non accettare compromessi sull'impianto dell'articolato licenziato da palazzo Madama". E' quanto afferma Laura Bianconi vicepresidente dei senatori del Pdl.
"Ben venga il dibattito tra le diverse posizioni su di un testo elaborato seriamente e che e' stato licenziato con un ampio consenso dal Senato, per questo auspico fortemente che non venga trasformato. Quel testo - sottolinea Bianconi- pur considerandolo in alcune parti ancora troppo aperto a possibili interpretazioni e fraintendimenti, resta la linea da mantenere, con i paletti fondamentali come il divieto di sospendere l'idratazione e l'alimentazione, il principio che le Dat non sono vincolanti per il medico cosi come che restino un possibile 'desiderata" del cittadino non ancora paziente. Mi auguro - conclude la senatrice del Pdl -che i colleghi della Camera, che hanno sempre sostenuto il nostro lavoro qui al Senato, difendano questi paletti affinche' non si apra la porta verso qualsiasi forma di eutanasia in nome di quella ideologia dell'autodeterminazione che contrasta con il principio che ogni vita e' degna di essere vissuta in qualsiasi momento e condizione".

La "assoluta chiusura mostrata dalla destra sul testamento biologico" è "avvilente", secondo la deputata Pd Anna Paola Concia.
"La discussione della legge approvata al Senato dovrebbe essere, almeno alla Camera, aperta al confronto tra maggioranza e opposizione", afferma Concia in un comunicato. "Spiace invece che l'On. Cicchitto parli di un testo dall'impianto intoccabile.
Soprattutto perch‚ in tal modo si ribadisce la volontà di continuare ad ignorare la voce della scienza, ultima quella della Federazione nazionale degli ordini dei medici. La posizione della scienza quindi la conosciamo. Quella del Pdl pure. Ma, salvo qualche voce solitaria e coraggiosa - conclude Concia - non è dato di sapere qual è la posizione del Pd. Il Partito Democratico batta un colpo, questo è il momento di parlare".

Fonte: ADUC Salute

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