Report tavola rotonda sulla leniterapia

Martedì 8 luglio presso l’Ospedale di Careggi si è tenuta, a conclusione del Corso ADE sull’Etica delle Cure di fine vita (docenti G.Guerra, M.Orsi e G.Favero) una tavola rotonda sulla Leniterapia: all’evento hanno partecipato il prof. Giovanni Guerra (docente di psicologia), la prof.ssa Mariella Orsi (sociologa), il prof. Gianluca Favero (antropologo), il dott. Alessandro Bussotti (medico di medicina generale) e la dott.ssa Paola Innocenti (Primario di NeuroRianimazione dell’AOU Careggi).

L’occasione ha permesso un confronto tra studenti del corso di laurea in medicina e di scienze infermieristiche sulla necessità di ascoltare e di capire, allo stesso tempo, quelle che sono le realtà di chi vive sul campo la professione medica e quali siano quelle dimensioni relazionali che rischiano di essere sottovalutate nella pratica clinica e assistenziale quotidiana.
Il trovarsi faccia a faccia con la sofferenza e la morte degli altri tende inizialmente a destabilizzare chi, fino a quel momento, si è preparato alla professione attraverso lezioni e testi, in quanto ciò che avviene nei reparti e nelle corsie degli ospedali risulta essere estremamente diverso da quello che fino a quel momento si era potuto immaginare.
Studenti e medici specializzandi si trovano spesso impreparati ad affrontare emozioni e situazioni assai coinvolgenti, specie di fronte a malati nella fase terminale della vita.
Altro fattore di notevole importanza preso in esame è stata la "comunicazione", fondamentale per chi si prepara alle professioni sanitarie, ma che risulta ancora assente dal piano di studi curriculare.
La buona comunicazione,come recita il punto 5 della "Carta di Firenze":
"il tempo dell’informazione,della comunicazione e della relazione è tempo di cura”, infatti, risulta essere un elemento basilare perché permette l’instaurarsi e il mantenersi di un dialogo efficace con il paziente e con i suoi familiari, affinché, specialmente nelle fasi più critiche, quali la fine vita, il malato possa esprimere le proprie volontà in un clima sereno e di reciproca fiducia.
Sono stati presentati vari casi di pazienti per i quali le decisioni dei medici, prese anche sotto la pressione dei familiari, hanno costituito fattori di ostacolo all’autodeterminazione.
La corretta comunicazione risulta, quindi, essa stessa strumento di cura e di aiuto non solo per i pazienti, ma anche per i medici e gli infermieri, riducendo il rischio di burnout.

A cura della dott.ssa Mariella Orsi e della dott.ssa Emilia Uccello

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