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Ogni giorno gli infermieri prendono decisioni che incidono profondamente sulla vita delle persone. Dietro ogni gesto assistenziale non ci sono soltanto competenze tecniche, ma anche valori, responsabilità, esperienza ed empatia. Tuttavia, cosa accade quando un professionista sa quale sarebbe la scelta migliore per il paziente ma, per limiti organizzativi, carenza di risorse o decisioni altrui, non può metterla in pratica?
L’articolo 15 del Codice Deontologico degli Infermieri – La cura dei curanti – recita: L’infermiere nei diversi livelli di responsabilità si prende cura dei propri colleghi e delle loro famiglie e persone di riferimento, offrendo supporto ed assistenza, contribuendo a creare un ambiente di lavoro positivo e collaborativo. Promuove principi di altruismo e solidarietà professionale.
I valori sottesi alle parole che lo connotano sono – come espresso da Filippini e Arcadi nell’articolo pubblicato su L’Infermiere online n 3/2025 – solidarietà, auto aiuto, presa in cura, altruismo, compassione e gentilezza. Non si tratta di valori solamente idealistici – sostengono gli autori – ma piuttosto di valori irrinunciabili per la crescita professionale e prima ancora personale, nel mondo della cura e dell’assistenza.
Non solo, dunque parole da lasciare sulla carta delle pagine che compongono il Codice Deontologico o nell’alveo delle buone intenzioni ma, per tutti gli “abitanti del mondo della cura” a tutti i livelli, parole da mettere a terra con i fatti perché, come diceva S. Agostino, solo quelli danno credibilità alle parole proprio come espresso dalla collega nelle righe che seguono.
Quanto scrive Enza Anemolo, Infermiera, deve far riflettere perché, forse, quanto da lei auspicato non sempre è realtà.
Marina Vanzetta Infermiera, PhD, MSN, Responsabile comunicazione OPI Verona
La Società Italiana di Cure Palliative (SICP), attraverso il lavoro del Comitato per le Questioni Etiche (COMETE) approvato dal Consiglio Direttivo, presenta il Position Paper sul rapporto tra Cure Palliative e Suicidio Medicalmente Assistito (SMA).
Si è conclusa il 5 giugno 2026 a Torino la seconda edizione del progetto “I CARE FOR ME FOR YOU”, promosso nell’ambito del Progetto Diderot della Fondazione CRT. L'evento pubblico ha tracciato il bilancio di un anno di lavoro incentrato sulla prevenzione oncologica e sulla cultura del “prendersi cura”, celebrando il protagonismo dei giovani come agenti di cambiamento.
Il presente elaborato analizza alcuni temi etici legati alla diffusione della robotica sociale. La social robotics costituisce un ambito applicativo dell’Intelligenza Artificiale volto allo sviluppo di robot capaci di interagire e comunicare con gli esseri umani, tentando di riprodurre un linguaggio il più possibile familiare e naturale. Si tratta, dunque, di dispositivi creati per svolgere il ruolo di partner sociali.
La ASL Città di Torino presenta “Ci sono anch’io”, lo Spazio di ascolto psicologico dedicato agli uomini nato dalla consapevolezza che il maltrattamento può essere agito e subito sia dagli uomini sia dalle donne. Questa considerazione non toglie nulla al rispetto e alla gestione dei maltrattamenti nei confronti delle donne ma allarga lo sguardo trasversalmente a fenomeni ed esperienze vissute da quella parte di uomini che per vergogna o senso di sconfitta o per la sensazione di perdita di virilità restano sommersi.