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Spazio Etico

Spazio spazio io voglio

Spazio spazio, io voglio, tanto spazio
per dolcissima muovermi ferita: 

voglio spazio per cantare crescere 

errare e saltare il fosso 

della divina sapienza. 

Spazio datemi spazio
ch'io lanci un urlo inumano, 

quell'urlo di silenzio negli anni 

che ho toccato con mano.

(Alda Merini, "Vuoto d'amore" - Giulio Einaudi Editore , Torino, 1991)

Cos’è lo “Spazio Etico”?

Moral distress: la sofferenza silenziosa degli infermieri che mette a rischio anche la qualità delle cure

Ogni giorno gli infermieri prendono decisioni che incidono profondamente sulla vita delle persone. Dietro ogni gesto assistenziale non ci sono soltanto competenze tecniche, ma anche valori, responsabilità, esperienza ed empatia. Tuttavia, cosa accade quando un professionista sa quale sarebbe la scelta migliore per il paziente ma, per limiti organizzativi, carenza di risorse o decisioni altrui, non può metterla in pratica?

La cura dei curanti, una responsabilità etica e non uno “slogan”

L’articolo 15 del Codice Deontologico degli Infermieri – La cura dei curanti – recita: L’infermiere nei diversi livelli di responsabilità si prende cura dei propri colleghi e delle loro famiglie e persone di riferimento, offrendo supporto ed assistenza, contribuendo a creare un ambiente di lavoro positivo e collaborativo. Promuove principi di altruismo e solidarietà professionale.
I valori sottesi alle parole che lo connotano sono – come espresso da Filippini e Arcadi nell’articolo pubblicato su L’Infermiere online n 3/2025 – solidarietà, auto aiuto, presa in cura, altruismo, compassione e gentilezza. Non si tratta di valori solamente idealistici – sostengono gli autori – ma piuttosto di valori irrinunciabili per la crescita professionale e prima ancora personale, nel mondo della cura e dell’assistenza.
Non solo, dunque parole da lasciare sulla carta delle pagine che compongono il Codice Deontologico o nell’alveo delle buone intenzioni ma, per tutti gli “abitanti del mondo della cura” a tutti i livelli, parole da mettere a terra con i fatti perché, come diceva S. Agostino, solo quelli danno credibilità alle parole proprio come espresso dalla collega nelle righe che seguono.
Quanto scrive Enza Anemolo, Infermiera, deve far riflettere perché, forse, quanto da lei auspicato non sempre è realtà.

Marina Vanzetta Infermiera, PhD, MSN, Responsabile comunicazione OPI Verona

Robotica sociale e inganno: questioni etiche

In un mondo dove i cambiamenti tecnologici si susseguono velocemente ci sembra giusto iniziare a porre l'attenzione su alcune tematiche di carattere etico relative all'uso di questi strumenti. Attraverso l'abstract della tesi per il Corso di Laurea Magistrale in Scienze Filosofiche dell'Università degli Studi di Firenze di Laura Vincitorio dal titolo "Robotica sociale e inganno: questioni etiche", possiamo dare uno sguardo a queste questioni che diventano ogni giorno sempre più attuali ed urgenti.

Con gli occhi, con la mente: immagine o immaginazione?

ABSTRACT
Attraverso l’analisi di citazioni dirette presenti in opere di finzione (letterarie, televisive, cinematografiche) moderne e contemporanee, si intende favorire una riflessione sull’evoluzione della rappresentazione degli infermieri, partendo dall’assunto che nessun aspetto vada tralasciato quando si affronta il tema della dignità e della attrattività della professione, meno che mai quello della narrazione destinata al pubblico generalista.
Scopo precipuo, quello di validare ancora una volta, l’impatto che la corrente etica delle medical humanities detiene nel complesso dei processi di cura, orientati sempre più verso quell’elevazione culturale che permette di ottenere esiti di cura maggiormente significativi.

Il giornalaio d’altri tempi

Riportiamo di seguito una filessione sul tempo di Alessandra Scoppetta.

Questa è l’era della fretta, dello smart phone, di internet, degli e-book, delle riviste elettroniche on line, della lingua anglosassone, delle vie di fuga che si traducono in informazioni e comunicazioni tecnologiche, degli auto scatti sui social media, e tanto altro... ma, fermiamoci pochi minuti ed insieme riflettiamo: cosa ci stiamo perdendo?

Le parole della cura

Segnaliamo l'opera "Le parole della cura" di Giada Lonati, Direttrice sociosanitaria di Vidas, con il quale la stessa autrice ci porta, attraverso le sue esperienze, a comprendere cosa vuol dire prendersi cura di qualcuno.

Un pezzo di storia

Il I° Aprile 2023 siamo arrivati al VI° Convegno della nostra Associazione che vive ormai da 10 anni, inevitabile perciò guardare a chi siamo oggi senza dimenticare come abbiamo cominciato e dove andremo.

Il laboratorio teatrale: l'arte come intervento terapeutico e riabilitativo nella persona affetta da disturbo mentale

Segnaliamo la tesi in Infermieristica di Elena Castiglione dal titolo "Il laboratorio teatrale: l'arte come intervento terapeutico e riabilitativo nella persona affetta da disturbo mentale".

Rooming-in ed assistenza ostetrica nell’occhio del ciclone

Di seguito riportiamo l'articolo dell'ostetrica Marilena Polimeno che presenta, riconsegnando al lettore alcune interpretazioni giornalistiche e riflessioni, alcune considerazioni in merito alla tragica morte neonatale, avvenuta presso l’ospedale Pertini di Roma lo scorso 7 Gennaio 2023.

Apertura SeminarioHrastovljeGenova - Cimitero di Staglieno Angel of GriefFacciata Santa Maria della Concezione dei CappucciniCripta dei teschiIl quadro epidemiologico toscanoDettaglio lapide
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