Recovery: lavori in corso per nuovi orizzonti di senso, di significato e di speranza nella malattia mentale

Autore tesi: 
Silvia Zacchi
Anno accademico: 
2015/2016

Il presente lavoro intende dimostrare quanto le nuove pratiche legate ai principi di Recovery nell'ambito della salute mentale, siano fonte di nuovi orizzonti di cura e di possibilità di convivenza fino ad ora inesplorati. Cura, intesa come percorso di condivisione e co-costruzione di nuove possibilità di vita per chi soffre di salute mentale, per i suoi familiari e per i cittadini che abitano la comunità. Convivenza, come risultato dell'inclusione sociale, dell'abbattimento dello stigma in relazione ad un cambiamento culturale necessario sulla visione della malattia mentale. Il paziente, non più oggetto di cura, ma soggetto del proprio percorso di cura, è degno di fiducia ed autonomia di scelta, ha il diritto di essere accompagnato e sostenuto nelle proprie decisioni ed ascoltato nel suo peculiare sentire emozionale quale persona e cittadino: non più come malato. Nel percorso di Recovery le narrazioni sono le evidenze più importanti del nuovo cammino intrapreso e dei cambiamenti avvenuti. L'andamento clinico dei sintomi può essere messo in secondo piano in quanto acquisisce maggior importanza il giudizio del singolo in merito alla percezione del proprio benessere e della propria qualità di vita. Recovery implica l'opportunità di guardare di nuovo al futuro, con lo sguardo su orizzonti possibili. Gli strumenti fondamentali su cui proporre e condividere percorsi di Recovery sono la promozione della creatività, della formazione, dell'informazione, dell'empatia, del realismo e della resilienza. Si tratta della possibilità di ristrutturare e ristrutturarsi abbattendo le barriere dello stigma e della categorizzazione nosografica ed operando, sempre, secondo una prospettiva di speranza. Un cambiamento culturale imponente che offre l'opportunità di crescere in una visione di accettazione delle individuali peculiarità. Recovery come possibilità di riflessione sull'uomo che nella specificità del suo sentire, custodisce un essere unico ed irripetibile che qualsiasi catalogazione diagnostica non riesce a cogliere nella sua caleidoscopica interezza.

E-mail: 
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