Anche Alba adotterà un registro sul testamento biologico

Nella serata di giovedì 26 novembre 2009 il Consiglio Comunale di Alba ha approvato con 12 voti favorevoli ed 8 astenuti, la mozione sul Testamento Biologico che ha visto come primo firmatario Pierangelo Bonardi insieme a Roberto Giachino, Claudio Tibaldi, Marta Giovannini, Elena Di Liddo.

I Consiglieri di maggioranza hanno proposto un registro per accogliere le volontà dei cittadini desiderosi di depositare un testamento biologico. La proposta è stata ben accolta dal sindaco Marello che ha dichiarato: “Con questo atto mettiamo a disposizione nella casa di tutti (il Comune), la possibilità di lasciare la propria volontà. Poi, il valore di quella carta la darà il legislatore. Chiediamo comunque una normativa sull’argomento”.

La richiesta esplicita era così formulata: "L’Amministrazione Comunale metta in atto tutti gli strumenti atti a istituire un servizio che abbia la finalità di raccogliere in un apposito registro e di conservare nel modo più adeguato le dichiarazioni volontariamente espresse dai cittadini residenti sul territorio comunale relativamente ai trattamenti sanitari di fine vita, comunemente indicate come 'testamento biologico'. Richiediamo altresì che la Mozione venga inviata al Presidente del Senato della Repubblica, al Presidente della Camera dei Deputati, al Presidente della XII Commissione Permanente (Igiene e Sanità) del Senato della Repubblica ed al Presidente della XII Commissione Permanente (Affari Sociali) della Camera dei Deputati". Alba diventa così la prima città della Provincia di Cuneo ad adottare un Registro sul Testamento Biologico.

DI SEGUITO PUBBLICHIAMO L'INTERVENTO DEL CONSIGLIERE BONARDI IN CONSIGLIO:

Questa sera giunge al termine un percorso per me iniziato molti mesi fa. Non nascondo che sull’onda di un avvenimento di cronaca dell’inizio dell’anno, il caso Englaro, mi sono avvicinato a questa tematica cercando di capirne le ragioni. Con il tempo ho iniziato ad interrogarmi sull’opportunità che ogni individuo, cittadino della nostra Nazione dovesse essere padrone del proprio destino. Come la nostra Costituzione recita agli articoli 3 e 32 che ho riportato nella mozione che mi vede primo firmatario la libertà dell’individuo è fondamentale ed inviolabile. Questa mozione si prefigge lo scopo di istituire presso il nostro Comune un registro che possa raccogliere le dichiarazioni volontariamente espresse dai cittadini residenti sul territorio comunale. Chiamarlo Testamento Biologico è forse improprio ma è così comunemente conosciuto. E’ una dichiarazione anticipata di trattamento. Il voto del Consiglio comunale sul Registro delle dichiarazioni anticipate di trattamento, il cosiddetto testamento biologico, rappresenterà un atto importante per il nostro Comune. Si risponde così ad un'esigenza diffusa nella comunità e si manda da Alba un segnale importante di valore nazionale, perché il Parlamento approvi una legge sul testamento biologico che risponda al dettato costituzionale e al rispetto dei diritti civili dei cittadini. In IV Commissione dove ho avuto l’onore di esporre la Mozione è scaturito un bel dibattito che ha visto partecipi sia i consiglieri di maggioranza che quelli di minoranza. Io voglio ringraziarli tutti, perché grazie al contributo di tutti questa sera ci troviamo a discutere ed a votare questa mozione. Faccio appello alla libertà di coscienza di ognuno di noi per il voto ma allo stesso tempo voglio fare questa riflessione: sin dove può giungere la possibilità di appellarsi alla libertà di coscienza. Credo che quando le decisioni incidono direttamente sul diritto delle persone di governare la loro vita, la questione della libertà di coscienza deve essere considerata anche, o soprattutto, da un diverso punto di vista. In questo caso la libertà di coscienza da tutelare è, in primo luogo, quella della persona che deve compiere le scelte di vita. Io credo che non sia mai necessario condizionare in maniera determinante il diritto di ciascuno di governare liberamente la propria vita. Alla rassegna Scrittorincittà svoltasi a Cuneo ho partecipato al dibattito con relatore Beppino Englaro. Mi ha colpito una sua frase che racchiudeva questo principio: vivere la vita, non essere condannati a viverla. Con questa mozione nessuno di noi si arrogherà il diritto di ledere la libertà di coloro che desiderano avere cure mediche nel caso in cui vengano a trovarsi in condizioni vegetative permanenti. E’ un loro diritto che va salvaguardato. Badate bene: dico salvaguardato. Chiedo, chiediamo solo, modestamente che sia altrettanto salvaguardato il diritto di rinunciare a quello che viene considerato, invece, una forma di accanimento, lesiva della dignità oltre che della qualità della vita.

Fonte: targatocn.it - 28 novembre 2008

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