È difficile lasciare andare ...

A Firenze è morta Donatella Carmi Bartolozzi presidente di File e vicepresidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze.

Da oltre trent’anni impegnata come volontaria in numerose attività sociali e culturali, ha contribuito a sviluppare le cure palliative che, in una prima fase avviate solo da alcuni medici anestesisti, hanno trovato dal 2002 con la sua fondazione File e sotto la sua spinta la realizzazione di équipe sanitarie organizzate non solo con medici e infermieri, ma anche con psicologi fisioterapisti e volontari attivi nell’assistenza domiciliare in hospice e, recentemente, anche in alcune Rsa. Donatella ha diviso la sua vita, non risparmiando energie tra la famiglia, File e la Fondazione CRFirenze incrementando, dove e come ha potuto, le attività a favore delle persone in difficoltà nell’ambito sanitario, educativo, sociale e in special modo nelle carceri.

Ha sostenuto la nascita di Laborcare e, sin dal primo numero, è diventata parte integrante della redazione di Laborcare Journal mettendo anche a disposizione i locali di FILE per le riunioni di redazione cui, nonostante i numerosi impegni, partecipava contagiando tutti con il suo entusiasmo.

Donatella ha testimoniato, convivendo con una patologia grave, quanto si possa vivere per gli altri, superando anche le fragilità che la malattia comporta, fino alla prematura scomparsa. Rileggendo, con il cuore colmo di tristezza, il Suo articolo dal titolo “Il tempo sospeso”, pubblicato sull’ultimo numero di Laborcare Journal, troviamo parole che possiamo definire un vero e proprio Testamento Spirituale. È con queste che salutiamo Donatella “sentendo ancora addosso” l’intensità del Suo abbraccio: “Se, anche con grande sforzo, riusciamo a vivere nel presente e con le sicurezze che abbiamo cercato e trovato del nostro passato e delle nostre radici (ognuno ha le proprie), questo ”tempo sospeso” può diventare anche attesa, un'attesa che ci interroga su ciò che saremo capaci di affrontare e sul come... Allora, per me, questa sospensione diventa la certezza della mia volontà di testimoniare l’amore che voglio lasciare, quello che ha accompagnato tutta la mia vita nel tentativo, talvolta non riuscito, di ascoltare, comprendere e sostenere chi, come me, è inchiodato nel “tempo sospeso”, nella speranza che possa viverlo come una parte naturale della vita, e non è detto la peggiore... se di riesce a rimanere fedeli a noi stessi, ai nostri ideali, ai nostri affetti... a tutto ciò che ha dato significato alle nostre vite e che non potrà essere cancellato anche nelle vite di chi verrà dopo di noi...”. *
Ci mancherai Donatella, anzi, “ci manchi già”!!!

Mariella, Gianluca e tutta la Redazione di Laborcare Journal

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*http://www.laborcare.it/misc/pdf/editoriale_31

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